martedì, novembre 17, 2009

Pubblicità occulta


Tanto già si sa.
Però mi piaceva com'era venuto il bannerino :)

lunedì, ottobre 26, 2009

Il segreto di pulcinella



Tanto mistero e scopro invece che oramai lo sanno anche i sassi.
Ecco la copertina dell'albetto promozionale che troverete a Lucca Comics & Games di quest'anno allo stand della Star Comics.
Sopra c'è pure il sottoscritto insieme al mio compagno di scorribande Daniele Statella.
Stiamo realizzando insieme il num. 1 di una delle tre mini, che probabilmente uscirà a inizio dell'anno prossimo.
Ovviamente non vi dico quale per non rovinare la suspence...
Accattatevillo, non fosse altro per il mazzo che mi son fatto a fare le mezzetinte.
Ah, e poi è gratis, quindi non avete scuse.

venerdì, ottobre 02, 2009

Perché non aggiorni?



Ebbene sì, questo blog ha dei lettori – cosa che continua a sorprendermi, lo confesso – ed essendo almeno la quinta persona nel giro di due giorni (sarà successo qualcosa? Ah sì, è iniziato ottobre) che mi pone lo stesso interrogativo, dò risposta a questo ed altre piccole faq, in ordine assolutamente sparso.
Non aggiorno perché non posso.
Le cose a cui sto lavorando, fumettisticamente parlando, non sono ahimé pubblicabili sul blog. Non per volontà mia, eh. Ma è chiaro che quando stai lavorando su una nuova serie, non puoi certo pubblicare anteprime (quantomeno non prima che tali anteprime siano rese pubbliche dall’editore stesso. Come dire: ci si sente dopo Lucca).
Questo ci porta dritti alla seconda questione: ovviamente sì, sto lavorando. Non quanto dovrei, ma ciò dipende da problematiche personali e non certo dalla quantità di lavoro. E, sì, continuo a lavorare anche per l’Eura. US andrà avanti, sia pur con una formula differente, ma le storie – almeno a giudicare dalle sceneggiature lette – ne hanno decisamente guadagnato.
Oltre a ciò: sì, sto scrivendo. Sono strapieno di racconti e altre amenità che potrei pubblicare, ma qualcosa nel meccanismo ha fatto crack. Ci sto riflettendo su, forse non sento più come prima la necessità di rendere pubbliche le mie cose. Non per snobismo, forse per pudore, non so. Insomma col lavoro non ho problemi, con la scrittura qualche volta sì. Forse il giorno che anche la scrittura dovesse diventare un lavoro – mi auguro mai – non avrò problemi nemmeno lì. A ogni modo qualcosa probabilmente cambierà, anche nella formula blog.
Ultimo ma non ultimo: sì, tornerò su Coreingrapho, ma non so pronosticare fra quanto. Se Mak non mi chiude il profilo come autore prima, ne vedrete delle belle (almeno lo spero).
Ah, l’estate mi fa cagare, agosto sopra ogni cosa. Non c’entra niente col resto, ma forse un pochino anche.

lunedì, agosto 03, 2009

Le cose sono sempre ciò che sembrano



Rossana Bresciani l’ho conosciuta l’11 Novembre del 2003.
Ero a cena a casa di Alberto. Il mio amico aveva appena concluso una storia con una ragazza strana e fragile, che una parte di me aveva odiato a prima vista, e si trovava nella delicata fase del dopobomba psichico e della ricostruzione dell’autostima.
Io di mio avevo da poco discusso la tesi di laurea ed ero in quella fase in cui il mondo ti appare come un’ostrica pronta a dischiudersi solo per te.
Entrambi non sapevamo bene cosa fare della nostra nuova libertà.
Quella sera avevamo deciso di uscire ma Alberto all’ultimo aveva preferito stare a casa, con uno di quei tipici sbalzi d’umore da uomo ferito e introverso.
«Stasera muoio sul divano» disse lui. «Mi finisco il vino e poi mi faccio una sega guardando le pubblicità in tv», sentenziò.
Mi ritrovai solo nella notte veneziana, carico di un’ euforia che a casa di Alberto avevo dovuto contenere, per una forma contorta e ipocrita di rispetto.
Camminare di notte a Venezia è un’esperienza che si dovrebbe fare almeno una volta nella vita. Non parlo della Venezia turistica e cialtrona, ma di quella città oscura e nascosta e misteriosa e al contempo familiare che ti accoglie tra le sue calli come una vecchia nonna, facendoti sentire protetto anche da te stesso.
Per me è sempre stato significativo che la città più bella del mondo puzzi sostanzialmente di merda, suona quasi come un monito. Ogni cosa ha il suo prezzo, sembra dire.
Se cammini di notte a Venezia non hai paura. Ti senti come se percorressi i corridoi di casa tua, soprattutto sei hai bevuto un po’.
Fai chilometri senza accorgertene e vorresti non finisse mai. E’ come una specie di zazen, una meditazione con il corpo in movimento.
Quella sera la mia meditazione etilica venne interrotta bruscamente.
Superato campo S.Polo, appena voltato il vicolo, venni investito in pieno da un missile piovuto dal cielo.
Mi ritrovai a terra dolorante, senza capire bene cosa fosse successo.
Guardai verso l’alto e sentii una voce femminile squittire
«Oddìo scusa, scusascusa. Non ti avevo visto!»
«Ma porca merda! Ma butti sempre la spazzatura così, tu? Dalla finestra?»
«Scusa» ripeté ancora «è che al buio non vedo bene, e poi di solito di qui non passa mai nessuno!»
«Fa niente, dai» dissi rialzandomi e cercando di ripulirmi.
«Ma non ti ho fatto male, vero?»
«No, non mi pare. Per fortuna non sei una di quelle che butta il vetro insieme a tutto il resto, sennò potevo essere morto!»
Udii il suono della sua risata verdeazzurra.
«Dai, se sali ti offro un caffé per farmi perdonare» disse soave.
Non so perché, forse l’alcol o la botta in testa, ma una parte di me guardò in su e scorse il suo viso e registrò il comando «Sali» come a dire Sali.
Senza accorgermene mi ritrovai ad arrampicarmi sulla facciata della casa.
Sembra difficile, lo so, ma a Venezia le case sono tutte di mattoni e pietra e sono percorse da cavi e condutture che manco i vicoli di Harlem.
«Ma, cosa fai?!»
Mi resi conto di ciò che stavo facendo quando ero ormai arrivato al secondo piano.
Ancora oggi penso che sia uno dei gesti più autentici che io abbia mai fatto in vita mia.
«Tu sei tutto scemo» mi disse tendendomi entrambe le mani e sporgendosi in fuori.

Conobbi Rossana così, entrando dalla finestra della sua cucina tutto sporco di pattume.
Puzza di merda e la ragazza più bella che avessi visto mai.
Avrei in effetti dovuto comprendere la situazione dall’esordio e rammentare

Ogni-cosa-ha-il-suo-prezzo.

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giovedì, giugno 25, 2009

In edicola.



Unità Speciale n.13 è uscito oggi, testi dei soliti noti e disegni di Daniele Statella e del sottoscritto.
Devo dire che la stampa sembra abbastanza buona, anche se, a differenza del mio precedente numero che era stato stampato benissimo, qua è come se la carta avesse "assorbito" troppo inchiostro, non saprei come altro dirlo, e molti particolari si sono un po'persi.
Ma sono come al solito paturnie da disegnatore di cui nessun lettore si accorgerà mai.
Da un punto di vista grafico ho cercato in quest'albo un'ulteriore evoluzione, sporcando un po' il segno e rendendolo più "nervoso" e dinamico, e se avete visto qualche anteprima su questo blog sapete di che sto parlando.

Soprattutto, sono particolarmente soddisfatto della collaborazione con l'amico Daniele Statella che si è visto impegnato alle matite, e a parte qualche palazzo storto (scherzo, amico...;P) ha fatto un lavoro straordinario, anche tenendo conto dei tempi di realizzazione da record.
Infatti ci siam trovati talmente bene che questa collaborazione in futuro potrebbe portare a sviluppi interessanti...:)

E ora si passa su SKORPIO!

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sabato, giugno 13, 2009

Carveriana



Giacomo è seduto su una sedia da giardino sotto il suo albero preferito, beve un caffè a piccoli sorsi cercando di farlo durare.
La chioma dell’albero lo ripara ma non del tutto, il suo viso è ricoperto da macchioline d’ombra alternate ad altre luminose.
La cosa difficile è rimanere in equilibrio perfetto in modo che l’ombra gli copra gli occhi, presi a calci dalla luce abbacinante delle undici.
L’aria è fin troppo calda per essere Giugno e l’odore del mare arriva forte anche lì, con folate saline che quasi stordiscono.
Laura è all’interno della casa e lo osserva dal vetro.
Ha quell’aria arruffata e umida da dormita estiva che a lui piace tanto.
Giacomo la scorge e le fa cenno con la mano. “Vieni fuori”, le fa.
“No, vieni dentro tu” gli risponde lei articolando bene le labbra.
Giacomo si alza quasi con fatica ed entra in casa, barcollando come un pugile suonato.
La avvicina e le posa una mano sulla guancia. “Ehi, già alzata?” le dice.
Lei la prende quasi male, cogliendo nelle sue parole un sarcasmo inesistente.
“Stai bene…?”
“Niente” dichiara lei. “Ho solo dormito male.”
“Scendiamo in spiaggia, vuoi?” le fa lui. “Ti preparo il the.”
“No, io torno a letto. Vieni anche tu?”
“Uh, sì” le risponde. Quasi sorpreso. “Solo un secondo. Arrivo subito.”
Giacomo ritorna in giardino sotto il suo albero, a recuperare le sigarette.
Il sole si è spostato un po’e la sedia si trova ora sotto una perfetta zona d’ombra.
Laura in camera chiude le tende e apre la finestra e aspetta, sdraiata su un fianco.
Ha gli occhi velati da un’ombra altrettanto perfetta e senza speranza, che non dipende dal sole delle undici.

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lunedì, maggio 04, 2009

The man in the attic



E anche questa è fatta.
US 13 consegnato.
Ora svengo sul divano.